INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELL’ISTRUZIONE

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L’Intelligenza Artificiale fa già parte della nostro quotidiano, ma un quesito che aleggia nell’aria in tempi recenti è che forse l’AI (Artificial Intelligence) potrebbe benissimo entrare a gamba tesa nel mondo scuola, oppure che lo ha già fatto.

Infatti, la conoscenza delle tecnologie NBIC (Nanotechnology, Biotechnology, Information technology, Cognitive science) è diventata necessaria per i tempi che corrono, e quale posto migliore se non la scuola per approfondire lo sviluppo e il funzionamento dell’Intelligenza Artificiale?

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Aspetti positivi dell’AI a scuola

L’Intelligenza Artificiale potrebbe permettere di creare esperienze di apprendimento personalizzate e su misura e/o migliorare l’accessibilità alla formazione, per tutti gli studenti, di qualsiasi classe e provenienza.

Negli ultimi due anni, segnati dalla Pandemia dovuta al Covid-19, l’Intelligenza Artificiale ha contribuito positivamente a rivoluzionare i tradizionali modelli di apprendimento scolastico.

Il trasferimento delle nozioni non avviene più esclusivamente dalla cattedra ai banchi di scuola e soprattutto, gli insegnanti non possono più essere considerati i soli detentori del sapere. E questo è confermato anche dal fatto che, grazie alla quantità di risorse disponibili, un bambino di 6 anni dispone di mezzi attraverso cui, senza l’ausilio dell’Istituzione, potrà avere risposte chiare ed esaustive a quesiti che si pone quotidianamente.

Non affermeremo mai che l’Intelligenza Artificiale possa sostituirsi all’attività dei docenti, ma sicuramente è  valido strumento di supporto alla didattica convenzionale, dando agli insegnanti la possibilità di modellare la società del futuro per prepararla al cambiamento e alle nuove sfide della tecnologia.

Applicazione dell’AI a scuola

Gli strumenti di Intelligenza Artificiale possono aiutare a rendere le aule più accessibili, soprattutto per chi parla una lingua diversa o per chi ha disabilità visive o uditive.

Ad esempio, Presentation Translatorè un plug-in gratuito per PowerPoint in grado di generare sottotitoli in tempo reale (in una lingua a scelta), riportando ciò che sta dicendo chi sta presentando.

Per abbattere le barriere linguistiche, c’è anche Skype Translator che può tradurre verbalmente in 10 lingue e testualmente in 60.

Ma ci sono anche applicazioni che, molte volte sfruttando meccanismi di gamification, rendono l’esperienza formativa più divertente e stimolante.

C’è anche la piattaforma Carnegie Learning, che offre a studenti e insegnanti diverse soluzioni di apprendimento innovativo. Si tratta di corsi che utilizzano funzionalità cognitive e tecnologie di AI per fornire un tutoraggio personalizzato e feedback in tempo reale agli studenti delle scuole secondarie e alle matricole universitarie per sanare le loro lacune formative.

Insomma, il futuro della didattica e della nostra società dipende da quanto crediamo nel potere dell’innovazione. E potremmo affermare che il futuro dell’insegnamento è sempre più direzionato verso una stretta collaborazione tra insegnanti e assistenti virtuali, in grado di creare percorsi di studio personalizzati e permettere a ciascuno di imparare al proprio ritmo e secondo le proprie caratteristiche.

Problemi etici e protezione dei dati

“Se da un lato, l’IA può essere una grande opportunità per accelerare il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, dall’altro, occorre anticipare nuovi squilibri che qualsiasi rivoluzione tecnologica porta con sé”. Questo è quanto evidenziato dall’UNESCO durante una Conferenza Internazionale che si è tenuta a Parigi a marzo 2019.

In questa occasione è stata sottolineata la necessità di un approccio alla materia che tenga conto anche dei possibili rischi derivanti da un uso irresponsabile e poco etico dell’AI.

Perché sì, l’Intelligenza Artificiale ha il potenziale per superare sfide come la riduzione degli ostacoli per l’accesso all’istruzione o l’ottimizzazione dei processi di apprendimento, ma solleva anche delle questioni in materia di etica, equità e protezione dei dati personali.

Parliamo di algoritmi progettati da esseri umani, dunque sottoposti al rischio di attuare comportamenti discriminatori e produrre decisioni più o meno vantaggiose per le persone e il tema si accalda soprattutto per via della non prevedibilità a priori delle scelte delle macchine intelligenti, e su come e in che misura saremo disposti a tollerare i loro eventuali errori.

Oltre alla questione etica, c’è poi anche quella che riguarda il diritto di privacy che le nuove tecnologie hanno il dovere di rispettare.

È ormai da tempo che le autorità garanti europee, EDPB (Comitato europeo per la protezione dei dati) e EDPS (Garante europeo per la protezione dei dati) discutono dei problemi connessi all’uso dell’Intelligenza Artificiale e al trattamento dei dati personali.

Entrambe, infatti, sostengono che è illecito e rischioso per la tutela dei diritti raccogliere e adoperare dati biometrici (relativi cioè alle caratteristiche fisiche, fisiologiche o comportamentali delle persone) tramite AI.

Per questo la Commissione europea ha presentato una proposta di regolamento sull’Intelligenza Artificiale.

Parere del Garante privacy

Esiste già un punto di partenza per regolamentare l’uso delle macchine intelligenti, ma la strada per arrivare a una soluzione definitiva è ancora lunga.

Secondo l’Autorità, nell’uso di tecnologie che si basano sull’Intelligenza Artificiale valgono le stesse norme che riguardano, in senso generico, l’universo digitale. Quindi, principi come i doveri di trasparenza nei confronti degli utenti sono da estendere a tutto il ciclo di vita dell’AI.

Su altri punti della questione, il Garante ha evidenziato la necessità di interventi di modifica della normativa preesistente. Ad esempio, riguardo l’attribuzione della responsabilità per un danno conseguente all’uso di applicazioni di AI, questione troppo ampia da risolvere in poco tempo.

Fare in modo che tutti i sistemi di Intelligenza Artificiale rispettino il diritto di privacy è un traguardo a cui non siamo ancora arrivati, e chissà tra quanto arriveremo.